{"id":826,"date":"2021-02-22T10:02:39","date_gmt":"2021-02-22T09:02:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/02\/le-dichiarazioni-programmatiche\/"},"modified":"2021-02-22T10:02:39","modified_gmt":"2021-02-22T09:02:39","slug":"le-dichiarazioni-programmatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/02\/le-dichiarazioni-programmatiche\/","title":{"rendered":"Le dichiarazioni programmatiche del Presidente Draghi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Senato della Repubblica sulle dichiarazioni programmatiche del Governo.<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zFm54EwGlMo\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilit\u00e0 nazionale. Il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, io per primo come Presidente del Consiglio, \u00e8 di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus \u00e8 nemico di tutti. Ed \u00e8 nel commosso ricordo di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 che cresce il nostro impegno. Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attivit\u00e0 pi\u00f9 colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perch\u00e9 possano tornare, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalit\u00e0 delle loro occupazioni. Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Governo far\u00e0 le riforme ma affronter\u00e0 anche l\u2019emergenza. Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell\u2019insegnamento di Cavour:\u201d\u2026 le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l\u2019autorit\u00e0, la rafforzano\u201d. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o \u00e8 costretto a chiudere la propria attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ringraziare, ancora una volta il Presidente della Repubblica per l\u2019onore dell\u2019incarico che mi \u00e8 stato assegnato, vorrei dirvi che non vi \u00e8 mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione cos\u00ec intensa e di responsabilit\u00e0 cos\u00ec ampia. Ringrazio altres\u00ec il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 discusso molto sulla natura di questo governo. La storia repubblicana ha dispensato una variet\u00e0 infinita di formule. Nel rispetto che tutti abbiamo per le istituzioni e per il corretto funzionamento di una democrazia rappresentativa, un esecutivo come quello che ho l\u2019onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, \u00e8 semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volont\u00e0, la consapevolezza, il senso di responsabilit\u00e0 delle forze politiche che lo sostengono alle quali \u00e8 stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti, dei propri elettori come degli elettori di altri schieramenti, anche dell\u2019opposizione, dei cittadini italiani tutti. Questo \u00e8 lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l\u2019alta indicazione del capo dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita di un\u2019economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 detto e scritto che questo governo \u00e8 stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d\u2019accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identit\u00e0 ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessit\u00e0 del Paese, nell\u2019avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando \u00e8 il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei momenti pi\u00f9 difficili della nostra storia, l\u2019espressione pi\u00f9 alta e nobile della politica si \u00e8 tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perch\u00e9 prima di ogni nostra appartenenza, viene il dovere della cittadinanza.<br \/>Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile, senza perdere tempo, senza lesinare anche il pi\u00f9 piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci \u00e8 stato affidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 lo spirito repubblicano del mio governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La durata dei governi in Italia \u00e8 stata mediamente breve ma ci\u00f2 non ha impedito, in momenti anche drammatici della vita della nazione, di compiere scelte decisive per il futuro dei nostri figli e nipoti. Conta la qualit\u00e0 delle decisioni, conta il coraggio delle visioni, non contano i giorni. Il tempo del potere pu\u00f2 essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo. Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell\u2019immediato Dopoguerra, la possibilit\u00e0, o meglio la responsabilit\u00e0, di avviare una Nuova Ricostruzione. L\u2019Italia si risollev\u00f2 dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro. Ma soprattutto grazie alla convinzione che il futuro delle generazioni successive sarebbe stato migliore per tutti. Nella fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. A quella Ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa Nuova Ricostruzione nessuno far\u00e0 mancare, nella distinzione di ruoli e identit\u00e0, il proprio apporto. Questa \u00e8 la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e pi\u00f9 giusto ai figli e ai nipoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso mi sono chiesto se noi, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura. \u00c8 una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l\u2019universit\u00e0 e la cultura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un Paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parit\u00e0 di genere. Una domanda che non possiamo eludere quando aumentiamo il nostro debito pubblico senza aver speso e investito al meglio risorse che sono sempre scarse. Ogni spreco oggi \u00e8 un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti. Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l\u2019auspicio che il desiderio e la necessit\u00e0 di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo governo nasce nel solco dell\u2019appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all\u2019Unione europea, e come protagonista dell\u2019Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori. Sostenere questo governo significa condividere l\u2019irreversibilit\u00e0 della scelta dell\u2019euro, significa condividere la prospettiva di un\u2019Unione europea sempre pi\u00f9 integrata che approder\u00e0 a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranit\u00e0 nazionale per acquistare sovranit\u00e0 condivisa. Anzi, nell\u2019appartenenza convinta al destino dell\u2019Europa siamo ancora pi\u00f9 italiani, ancora pi\u00f9 vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell\u2019Unione europea. Senza l\u2019Italia non c\u2019\u00e8 l\u2019Europa. Ma, fuori dall\u2019Europa c\u2019\u00e8 meno Italia. Non c\u2019\u00e8 sovranit\u00e0 nella solitudine. C\u2019\u00e8 solo l\u2019inganno di ci\u00f2 che siamo, nell\u2019oblio di ci\u00f2 che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere. Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po\u2019 addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere pi\u00f9 orgogliosi, pi\u00f9 giusti e pi\u00f9 generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato del Paese dopo un anno di pandemia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando \u00e8 esplosa l\u2019epidemia, ci sono stati &#8211; i dati ufficiali sottostimano il fenomeno &#8211; 92.522 morti, 2.725.106 cittadini colpiti dal virus, in questo momento 2.074 sono i ricoverati in terapia intensiva. Ci sono 259 morti tra gli operatori sanitari e 118.856 sono quelli contagiati, a dimostrazione di un enorme sacrificio sostenuto con generosit\u00e0 e impegno. Cifre che hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, sottraendo personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspettativa di vita, a causa della pandemia, \u00e8 diminuita: fino a 4 &#8211; 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo &#8211; due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull\u2019occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verr\u00e0 meno il divieto di licenziamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 anche aggravata la povert\u00e0. I dati dei centri di ascolto Caritas, che confrontano il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020, mostrano che da un anno all\u2019altro l\u2019incidenza dei \u201cnuovi poveri\u201d passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che oggi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, degli italiani, che sono oggi la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in et\u00e0 lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorati dall\u2019indigenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 miliardi. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unit\u00e0 ma il calo si \u00e8 accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). La pandemia finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gravi e con pochi precedenti storici gli effetti sulla diseguaglianza. In assenza di interventi pubblici il coefficiente di Gini, una misura della diseguaglianza nella distribuzione del reddito, sarebbe aumentato, nel primo semestre del 2020 (secondo una recente stima), di 4 punti percentuali, rispetto al 34.8% del 2019. Questo aumento sarebbe stato maggiore di quello cumulato durante le due recenti recessioni. L\u2019aumento nella diseguaglianza \u00e8 stato tuttavia attenuato dalle reti di protezione presenti nel nostro sistema di sicurezza sociale, in particolare dai provvedimenti che dall\u2019inizio della pandemia li hanno rafforzati. Rimane per\u00f2 il fatto che il nostro sistema di sicurezza sociale \u00e8 squilibrato, non proteggendo a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che sebbene nel 2020 la recessione europea sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse &#8211; e che quindi gi\u00e0 fra poco pi\u00f9 di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attivit\u00e0 economica pre-pandemia &#8211; in Italia questo non accadr\u00e0 prima della fine del 2022, in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunit\u00e0, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuit\u00e0 del servizio, non pu\u00f2 non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze. Un dato chiarisce meglio la dinamica attuale: a fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti (il 61,2% del totale) ha avuto assicurato il servizio attraverso la Didattica a Distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le priorit\u00e0 per ripartire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa situazione di emergenza senza precedenti impone di imboccare, con decisione e rapidit\u00e0, una strada di unit\u00e0 e di impegno comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piano di vaccinazione. Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida \u00e8, ottenutene le quantit\u00e0 sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all\u2019interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell\u2019esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi pi\u00f9 rapidamente di noi disponendo subito di quantit\u00e0 di vaccini adeguate. La velocit\u00e0 \u00e8 essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunit\u00e0 sociali, ma ora anche per ridurre le possibilit\u00e0 che sorgano altre varianti del virus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base dell\u2019esperienza dei mesi scorsi dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanit\u00e0. Il punto centrale \u00e8 rafforzare e ridisegnare la sanit\u00e0 territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunit\u00e0, ospedali di comunit\u00e0, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimit\u00e0 contro la povert\u00e0 sanitaria). \u00c8 questa la strada per rendere realmente esigibili i \u201cLivelli essenziali di assistenza\u201d e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La \u201ccasa come principale luogo di cura\u201d \u00e8 oggi possibile con la telemedicina, con l\u2019assistenza domiciliare integrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola: non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalit\u00e0 pi\u00f9 adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall\u2019esperienza vissuta dall\u2019inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati a disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine \u00e8 necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l\u2019offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. \u00c8 stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell\u2019area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l\u2019attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all\u2019eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l\u2019impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. Occorre infine costruire sull\u2019esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialit\u00e0 con l\u2019impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre la pandemia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per pi\u00f9 di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall\u2019inquinamento, alla fragilit\u00e0 idrogeologica, all\u2019innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune citt\u00e0 litoranee non pi\u00f9 abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha detto Papa Francesco &#8220;Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che \u00e8 una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l&#8217;opera del Signore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proteggere il futuro dell\u2019ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversit\u00e0, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l\u2019ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un\u2019attivit\u00e0 che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attivit\u00e0 economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avr\u00e0 un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacit\u00e0 di preservare, cio\u00e8 almeno non sciupare, citt\u00e0 d\u2019arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uscire dalla pandemia non sar\u00e0 come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovr\u00e0 proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attivit\u00e0 economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attivit\u00e0 proteggere e quali accompagnare nel cambiamento \u00e8 il difficile compito che la politica economica dovr\u00e0 affrontare nei prossimi mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore. Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione europea mediante il programma SURE, \u00e8 stato possibile limitare gli effetti negativi sull&#8217;occupazione. A pagare il prezzo pi\u00f9 alto sono stati i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. \u00c8 innanzitutto a loro che bisogna pensare quando approntiamo una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro, strategia che dovr\u00e0 coordinare la sequenza degli interventi sul lavoro, sul credito e sul capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinch\u00e9 esse siano immediatamente operative \u00e8 necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l\u2019assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l\u2019impiego in accordo con le regioni. Questo progetto \u00e8 gi\u00e0 parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andr\u00e0 anticipato da subito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambiamento climatico, come la pandemia, penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un\u2019espansione in altri settori che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e lo dobbiamo fare subito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovr\u00e0 essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l\u2019innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l\u2019accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attivit\u00e0 sostenibili che sono state create.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parit\u00e0 di genere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non pu\u00f2 prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nei tassi di occupazione in Italia rimane tra i pi\u00f9 alti di Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. Dal dopoguerra ad oggi, la situazione \u00e8 notevolmente migliorata, ma questo incremento non \u00e8 andato di pari passo con un altrettanto evidente miglioramento delle condizioni di carriera delle donne. L\u2019Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsit\u00e0 di donne in posizioni manageriali di rilievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vera parit\u00e0 di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parit\u00e0 di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Garantire parit\u00e0 di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre pi\u00f9 permetteranno di fare carriera &#8211; digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mezzogiorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aumento dell\u2019occupazione, in primis, femminile, \u00e8 obiettivo imprescindibile: benessere, autodeterminazione, legalit\u00e0, sicurezza sono strettamente legati all\u2019aumento dell\u2019occupazione femminile nel Mezzogiorno. Sviluppare la capacit\u00e0 di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali \u00e8 essenziale per generare reddito, creare lavoro, invertire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalit\u00e0 e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d\u2019imposta e altri interventi da concordare in sede europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all\u2019esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli investimenti pubblici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilit\u00e0 con gli indirizzi di sostenibilit\u00e0 e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza. Particolare attenzione va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l\u2019utilizzo di tecniche predittive basate sui pi\u00f9 recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando pi\u00f9 che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Next Generation EU<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia per i progetti del Next Generation EU non pu\u00f2 che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cio\u00e8 con la capacit\u00e0 di impattare simultaneamente pi\u00f9 settori, in maniera coordinata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che \u201cogni azione ha una conseguenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si \u00e8 ripetuto pi\u00f9 volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovr\u00e0 essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il precedente Governo ha gi\u00e0 svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli orientamenti che il Parlamento esprimer\u00e0 nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l\u2019orientamento del nuovo Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l\u2019innovazione, la digitalizzazione, la competitivit\u00e0 e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilit\u00e0 sostenibile; la formazione e la ricerca; l\u2019equit\u00e0 sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obiettivi strategici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Programma \u00e8 finora stato costruito in base ad obiettivi di alto livello e aggregando proposte progettuali in missioni, componenti e linee progettuali. Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l\u2019inquinamento dell\u2019aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell\u2019energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione. Compito dello Stato \u00e8 utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, dell\u2019istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell\u2019incentivazione e della tassazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base a tale visione strategica, il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza indicher\u00e0 obiettivi per il prossimo decennio e pi\u00f9 a lungo termine, con una tappa intermedia per l\u2019anno finale del Next Generation EU, il 2026. Non baster\u00e0 elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l\u2019Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilit\u00e0 nell\u2019arco dei sei anni del programma. Assicureremo inoltre che l\u2019impulso occupazionale del Programma sia sufficientemente elevato in ciascuno dei sei anni, compreso il 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiariremo il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso i meccanismi di finanziamento a leva (fondo dei fondi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottolineeremo il ruolo della scuola che tanta parte ha negli obiettivi di coesione sociale e territoriale e quella dedicata all&#8217;inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sanit\u00e0 dovremo usare questi progetti per porre le basi, come indicato sopra, per rafforzare la medicina territoriale e la telemedicina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La governance del Programma di ripresa e resilienza \u00e8 incardinata nel Ministero dell\u2019Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verr\u00e0 costantemente informato sia sull\u2019impianto complessivo, sia sulle politiche di settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine il capitolo delle riforme che affronter\u00f2 ora separatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riforme<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Next generation EU prevede riforme. Alcune riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati. Fra questi la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico, fattori che limitano gli investimenti, sia italiani che esteri. inoltre la concorrenza: chieder\u00f2 all\u2019Autorit\u00e0 garante per la concorrenza e il mercato, di produrre in tempi brevi come previsto dalla Legge Annuale sulla Concorrenza (Legge 23 luglio 2009, n. 99) le sue proposte in questo campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni recenti i nostri tentativi di riformare il Paese non sono stati del tutto assenti, ma i loro effetti concreti sono stati limitati. Il problema sta forse nel modo in cui spesso abbiamo disegnato le riforme: con interventi parziali dettati dall\u2019urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza. Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario \u00e8 un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all\u2019altra. Non \u00e8 una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche pi\u00f9 difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le esperienze di altri Paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa pu\u00f2 accadere se si cambia un\u2019imposta. Ad esempio la Danimarca, nel 2008, nomin\u00f2 una Commissione di esperti in materia fiscale. La Commissione incontr\u00f2 i partiti politici e le parti sociali e solo dopo present\u00f2 la sua relazione al Parlamento. Il progetto prevedeva un taglio della pressione fiscale pari a 2 punti di Pil. L\u2019aliquota marginale massima dell\u2019imposta sul reddito veniva ridotta, mentre la soglia di esenzione veniva alzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un metodo simile fu seguito in Italia all\u2019inizio degli anni Settanta del secolo scorso quando il governo affid\u00f2 ad una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato pi\u00f9 modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l\u2019introduzione dell\u2019imposta sul reddito delle persone fisiche e del sostituto d\u2019imposta per i redditi da lavoro dipendente. Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorit\u00e0, d\u00e0 certezze, offre opportunit\u00e0, \u00e8 l\u2019architrave della politica di bilancio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell\u2019Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressivit\u00e0. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sar\u00e0 anche un rinnovato e rafforzato impegno nell\u2019azione di contrasto all\u2019evasione fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra riforma che non si pu\u00f2 procrastinare \u00e8 quella della pubblica amministrazione. Nell\u2019emergenza l\u2019azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacit\u00e0 di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilit\u00e0 del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo \u00e8, tuttavia, una realt\u00e0 che deve essere rapidamente affrontata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente urgente \u00e8 lo smaltimento dell\u2019arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verr\u00e0 chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell\u2019arretrato e comunicarlo ai cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma dovr\u00e0 muoversi su due direttive: investimenti in connettivit\u00e0 con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel campo della giustizia le azioni da svolgere sono principalmente quelle che si collocano all\u2019interno del contesto e delle aspettative dell\u2019Unione europea. Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, la Commissione, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, ci esorta: ad aumentare l\u2019efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l\u2019applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento pi\u00f9 efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell\u2019arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali pi\u00f9 semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei nostri rapporti internazionali questo governo sar\u00e0 convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell\u2019Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale. Profonda \u00e8 la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite. Resta forte la nostra attenzione e proiezione verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni pi\u00f9 recenti hanno visto una spinta crescente alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. Proprio la pandemia ha rivelato la necessit\u00e0 di perseguire uno scambio pi\u00f9 intenso con i partner con i quali la nostra economia \u00e8 pi\u00f9 integrata. Per l\u2019Italia ci\u00f2 comporter\u00e0 la necessit\u00e0 di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. Ma occorrer\u00e0 anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilit\u00e0 mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinch\u00e9 si avvii un dialogo pi\u00f9 virtuoso tra l\u2019Unione europea e la Turchia, partner e alleato NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia si adoperer\u00e0 per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ci\u00f2 che sta accadendo in questo e in altri Paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. Seguiamo anche con preoccupazione l\u2019aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra sfida sar\u00e0 il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l\u2019asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell\u2019equilibrio tra responsabilit\u00e0 dei Paesi di primo ingresso e solidariet\u00e0 effettiva. Cruciale sar\u00e0 anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvento della nuova Amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, pi\u00f9 cooperativo nei confronti dell\u2019Europa e degli alleati tradizionali. Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intensificarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal dicembre scorso e fino alla fine del 2021, l\u2019Italia esercita per la prima volta la Presidenza del G20. Il programma, che coinvolger\u00e0 l\u2019intera compagine governativa, ruota intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. L\u2019Italia avr\u00e0 la responsabilit\u00e0 di guidare il Gruppo verso l\u2019uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Si tratter\u00e0 di ricostruire e di ricostruire meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme al Regno Unito &#8211; con cui quest\u2019anno abbiamo le Presidenze parallele del G7 e del G20 &#8211; punteremo sulla sostenibilit\u00e0 e la \u201ctransizione verde\u201d nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l\u2019evento \u201cYouth4Climate\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il terzo governo della legislatura. Non c\u2019\u00e8 nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. \u00c8 un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l\u2019ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare pi\u00f9 forti e sull\u2019entusiasmo dei giovani che vogliono un Paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l\u2019unit\u00e0 non \u00e8 un\u2019opzione, l\u2019unit\u00e0 \u00e8 un dovere. Ma \u00e8 un dovere guidato da ci\u00f2 che son certo ci unisce tutti: l\u2019amore per l\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Senato della Repubblica sulle dichiarazioni programmatiche del Governo. \u00a0 Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilit\u00e0 nazionale. 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