{"id":5779,"date":"2025-02-10T17:57:41","date_gmt":"2025-02-10T16:57:41","guid":{"rendered":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/?p=5779"},"modified":"2025-02-10T17:57:41","modified_gmt":"2025-02-10T16:57:41","slug":"10-febbraio-giorno-del-ricordo-in-memoria-delle-vittime-delle-foibe-e-dellesodo-istriano-fiumano-e-dalmata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2025\/02\/10-febbraio-giorno-del-ricordo-in-memoria-delle-vittime-delle-foibe-e-dellesodo-istriano-fiumano-e-dalmata\/","title":{"rendered":"10 Febbraio &#8211; Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell\u2019esodo istriano, fiumano e dalmata."},"content":{"rendered":"<p>Intervento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione International, On. Antonio Tajani, in occasione del Giorno Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell\u2019esodo istriano, fiumano e dalmata.<\/p>\n<p>Il Comunicato della Farnesina: <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/approfondimenti\/2025\/02\/partecipazione-del-ministro-antonio-tajani-alle-celebrazioni-per-il-giorno-del-ricordo-2\/\">Partecipazione del Ministro Antonio Tajani alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo \u2013 Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/a><\/p>\n<p><strong>(Check Against Delivery) Discorso del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani<\/strong><\/p>\n<p>Signor Presidente della Repubblica,<\/p>\n<p>Autorit\u00e0,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>la celebrazione del Giorno del Ricordo, in questa solenne sede del Palazzo del Quirinale, \u00e8 un evento importante, denso di emozioni e di significati per l\u2019intera collettivit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Il Giorno del Ricordo, voluto e istituito dal Governo Berlusconi, nel 2004, ci pone a confronto con una pagina tragica nella storia nazionale. Una pagina fatta del martirio di tanti innocenti, ma anche dell\u2019esodo forzato dalle loro case e dalle loro terre di centinaia di migliaia di esseri umani colpevoli solo di essere italiani.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 un giorno consacrato al ricordo di queste vite spezzate e di questi eventi traumatici: ricordo, voglio ribadire questo termine, che significa raccoglimento, omaggio alla memoria, riflessione su un passato che non pu\u00f2 essere dimenticato affinch\u00e9 non accada mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cRicordo\u201d non vuol dire dunque n\u00e9 recriminazione n\u00e9 tantomeno revanscismo. I nostri vicini dell\u2019Est, i Paesi nati dalla dissoluzione dello Stato Jugoslavo, non hanno evidentemente nessuna responsabilit\u00e0 dell\u2019accaduto, sia perch\u00e9 per la nostra civilt\u00e0 giuridica e morale la responsabilit\u00e0 \u00e8 sempre personale e non si tramanda attraverso le generazioni, sia soprattutto perch\u00e9 quei Paesi non sono in alcun modo continuatori del regime comunista di Tito e dei suoi successori.<\/p>\n<p>Al contrario, la Slovenia e la Croazia sono nostri partner e amici nella nuova Europa che stiamo faticosamente costruendo, condividono i nostri principi di libert\u00e0, di democrazia, di stato di diritto; sono nostri preziosi partner, nella politica di speciale attenzione che l\u2019Italia rivolge ai Balcani, auspicando l\u2019adesione all\u2019Unione Europea e all\u2019Alleanza Atlantica dei Paesi di quell\u2019area che ancora non ne fanno parte.<\/p>\n<p>Proprio oggi ospiter\u00f2 a Villa Madama una riunione dei Ministri degli Esteri del Gruppo degli Amici dei Balcani, che abbiamo contribuito a creare proprio per accompagnare i Paesi della regione nel percorso di riunificazione con la famiglia europea.<\/p>\n<p>In questa fase iniziale del nuovo ciclo istituzionale europeo, abbiamo voluto con forza una importante presenza delle Istituzioni europee proprio per confermare questo messaggio di abbraccio fraterno alla regione. Sono personalmente lieto che l\u2019Alto Rappresentante Kallas e la Commissario all\u2019Allargamento Kos abbiano accolto subito con entusiasmo il mio invito.<\/p>\n<p>Del resto la storica stretta di mano con il Presidente sloveno Pahor, che Lei, Signor Presidente della Repubblica, nel ha voluto incontrare proprio alla foiba di Basovizza, luogo simbolo di quella grande tragedia, ha sancito nel modo pi\u00f9 solenne la ritrovata fratellanza dei due popoli.<\/p>\n<p>Il fanatismo ideologico e la brutalit\u00e0 della guerra avevano lacerato l\u2019unit\u00e0 di un territorio nel quale popolazioni italiane, slave e germaniche sono convissute pacificamente ed hanno prosperato per tanti secoli.<\/p>\n<p>Questo fa riflettere sulla gravit\u00e0 di un gesto scriteriato, che offende la memoria delle vittime. Mi riferisco naturalmente all\u2019atto di un singolo provocatore che nei giorni scorsi ha profanato il sito della Foiba di Basovizza, un gesto che non soltanto oltraggia i caduti ma riapre dolorose ferite nei viventi.<\/p>\n<p>Per questo voglio ribadire la pi\u00f9 severa condanna per un atto intollerabile e ingiustificabile.<\/p>\n<p>Fortunatamente un gesto isolato giacch\u00e9, voglio ribadirlo, lo spirito che impronta i rapporti non solo tra gli Stati ma tra i popoli \u00e8 grazie al Cielo profondamente diverso. \u00c8 uno spirito che si ritrova nell\u2019emozione e nella commozione con cui possiamo attraversare la Piazza della Transalpina a Gorizia, per tanto tempo emblema di divisione e oggi al contrario simbolo di apertura e unit\u00e0. Laddove correva il filo spinato di uno dei confini pi\u00f9 presidiati e laceranti d\u2019Europa, oggi solo una riga sul terreno ricorda il dolore della separazione.<\/p>\n<p>Il fatto che Gorizia e Nova Gorica siano state scelte insieme a svolgere per quest\u2019anno il ruolo di Capitale europea della Cultura, rende il giusto onore ad un luogo di grande prestigio culturale e nel quale tante espressioni letterarie e artistiche sono nate o si sono sviluppate al tempo stesso valorizza la comune identit\u00e0 di una citt\u00e0 che la duplice appartenenza italiana e slovena definisce luogo di incontro, di scambio, di felice sintesi di popoli, di commerci, di idee, di fede e di valori condivisi.<\/p>\n<p>La sua presenza, signor Presidente, alla cerimonia di inaugurazione insieme alla Presidente slovena Musar, rende il pi\u00f9 alto omaggio a questa importantissima iniziativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signor Presidente, Signore e Signori,<\/p>\n<p>le vittime stimate del dramma delle foibe sono oltre quattromila, i profughi giuliano-dalmati esuli dalle loro terre, dalle terre dei loro padri, sono stati oltre trecentocinquantamila.<\/p>\n<p>Sono i numeri di una pulizia etnica, perpetrata in nome di due aberrazioni tipiche del XX secolo, il nazionalismo esasperato e il comunismo.<\/p>\n<p>Pulizia etnica perch\u00e9 si \u00e8 trattato di vittime innocenti, o colpevoli solo di avere un cognome italiano, di parlare la lingua italiana, di sentirsi italiani. Una popolazione civile laboriosa che aveva convissuto pacificamente per secoli con i loro vicini slavi. Una popolazione della quale rimangono pochissimi eredi, una tradizione millenaria che merita di essere tutelata. Anche in questo senso il cordiale rapporto che ci lega alla Slovenia garantisce finalmente un giusto rispetto alle residue minoranza italiane in Slovenia, come delle minoranze slovene in Italia, anch\u2019esse, non vogliamo affatto negarlo, vittime di persecuzioni e di angherie nella stagione del totalitarismo fascista.<\/p>\n<p>Abbiamo ricordato i numeri di questo dramma, che non riguarda, voglio ricordarlo ancora una volta, i combattenti di un conflitto che ha visto crudelt\u00e0 ed efferatezze, ma piuttosto \u2013 nella stragrande maggioranza dei casi \u2013 civili inermi e innocenti, molti dei quali di sentimenti antifascisti. Ma anche qualora fra le vittime vi fosse stato sia qualche caso isolato di persone macchiate da comportamenti condannabili \u2013 parleremmo comunque di una minoranza esigua \u2013 non per questo diventerebbero accettabili forme di giustizia sommaria e di esecuzione atroce e crudele.<\/p>\n<p>Ricordare il numero delle vittime serve a comprendere la portata del dramma, ma i numeri rappresentano comunque una definizione astratta. Sono le storie, le vicende umane che ci restituiscono l\u2019identit\u00e0 dei protagonisti, a darci il senso pi\u00f9 vivo e pi\u00f9 profondo di quanto \u00e8 avvenuto. Le storie di donne e uomini, con i loro affetti, i loro sogni, le loro speranze, i loro valori.<\/p>\n<p>Del resto \u00e8 proprio quello che i criminali autori degli atti di genocidio e di pulizia etnica vogliono fare in ogni parte del mondo e in ogni momento della storia: far scomparire non soltanto un popolo, ma anche il ricordo delle persone, delle singole individualit\u00e0 che ne facevano parte.<\/p>\n<p>Per questo vale la pena ricordare almeno qualcuna delle figure che sono state vittime del massacro delle foibe. Negli anni passati ci siamo soffermati sulle storie di militari uccisi senza altra colpa di aver fatto il proprio dovere e di sacerdoti che hanno subito il martirio in nome delle proprie convinzioni religiose e della propria appartenenza alla comunit\u00e0 italiana. Vittime dell\u2019ideologia, vittime dell\u2019odio etnico, vittime spesso anche di vendette private, travestite da gesto politico.<\/p>\n<p>Oggi vorrei ricordare il tragico destino di alcune donne, mogli, madri, figli, insegnanti, lavoratrici, nella maggior parte dei casi vittime di atti persecutori per presunte colpe dei loro congiunti maschi. Donne che hanno subito l\u2019onta e la ferita profonda della violazione della propria intimit\u00e0 prima ancora di essere vittime di un brutale assassinio.<\/p>\n<p>Il nome forse pi\u00f9 noto, al quale si rende onore per tutte le altre, \u00e8 quello di Norma Cossetto, studentessa universitaria, innocente di tutto, ma fiera di essere italiana. Fu seviziata in modo orribile e poi uccisa, non per sue colpe ma per punire l\u2019adesione del padre al fascismo. Ma il dramma di quella sfortunata ragazza, che il Presidente Ciampi volle insignire della Medaglia d\u2019oro al Valor Civile, non \u00e8 certo un caso isolato.<\/p>\n<p>Il suo tragico destino la accomuna per esempio a alle tre sorelle Radecchi, Fosca, Caterina e Albina, quest\u2019ultima in stato di avanzata gravidanza.\u00a0 Le tre ragazze, operaie di una fabbrica di Pola, avevano l\u2019abitudine, finito il turno di lavoro, di trattenersi a conversare con i militari di una vicina caserma della Regia Aeronautica.<\/p>\n<p>Per questa sola colpa vennero rapite, ripetutamente abusate, e poi gettate nella foiba di Terli. Due di loro presumibilmente ancora vive.<\/p>\n<p>Non meno commovente il destino di Amalia Ardossi, 45 anni, che pur non essendo ricercata dai partigiani, chiese lei stessa di seguire il marito in prigionia. I corpi dei due sventurati vennero ritrovati in una foiba legati l\u2019un altro.<\/p>\n<p>E che dire di Giuseppina e Alice Abb\u00e0, rispettivamente moglie e figlia di un vigile urbano ucciso nelle foibe nel 1943, e loro volta assassinate per aver tentato di far aprire un\u2019inchiesta sulla morte del congiunto?<\/p>\n<p>E forse alla triste pagina della violenza sulle donne si pu\u00f2 ascrivere anche la morte in foiba di Pietro Gonan, commerciante, noto antifascista. Anni prima aveva ottenuto la condanna di tre criminali che avevano violentato e ucciso una sua figlia minorenne. Questi stessi criminali, liberati e aggregatisi ai partigiani comunisti, consumarono cos\u00ec la loro vendetta sull\u2019infelice padre.<\/p>\n<p>Questi racconti potrebbero continuare a lungo, schiudendo nuove pagine d\u2019orrore. Le donne innocenti assassinate nelle foibe sono state 453, diverse di loro erano insegnanti e maestre. La ferocia dei partigiani titini non si ferm\u00f2 neppure di fronte a loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signor Presidente della Repubblica,<\/p>\n<p>queste dolorose storie parlano per coloro che non possono parlare: donne, uomini, anziani, bambini, strappati alle loro case, ai loro affetti, al calore del focolare domestico.<\/p>\n<p>Il loro ricordo \u00e8 un dovere verso vittime a lungo tempo dimenticate, verso una tragedia minimizzata in passato per un pregiudizio ideologico. Ma il loro ricordo \u00e8 soprattutto un monito verso la crudelt\u00e0 della guerra, verso la follia dell\u2019odio interetnico, verso la pericolosit\u00e0 delle ideologie totalizzanti in nome delle quali, nel secolo scorso, sono stati commessi i pi\u00f9 efferati delitti che la storia ricordi, e in nome dei quali anche la nostra Patria ebbe a subire tanti lutti e tante sofferenze.<\/p>\n<p>La memoria delle foibe pu\u00f2 essere accostata, nonostante i numeri diversi, a quella dei lager e dei gulag, per richiamare ogni giorno le nostre coscienze al dovere di custodire la pace, la libert\u00e0, la democrazia, la fratellanza tra i popoli, il fecondo scambio tra le culture. Tutto questo non \u00e8 mai acquisito definitivamente. \u00c8 un dono che ci hanno fatto, almeno in Europa, in Occidente, le generazioni passate, noi abbiamo il dovere di custodirlo con coraggio e con fermezza nel nostro Paese e in ogni luogo del mondo, dall\u2019Ucraina al Medio Oriente, in cui questi valori sono messi in discussione dalla crudelt\u00e0 nei conflitti.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec onoreremo come merita la memoria di questi nostri connazionali innocenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervento del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione International, On. Antonio Tajani, in occasione del Giorno Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell\u2019esodo istriano, fiumano e dalmata. Il Comunicato della Farnesina: Partecipazione del Ministro Antonio Tajani alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo \u2013 Ministero degli Affari [&hellip;]","protected":false},"author":9,"featured_media":5781,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[19,17],"class_list":["post-5779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","tag-diritti-umani","tag-italiani-nel-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5779"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5784,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5779\/revisions\/5784"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}