{"id":1171,"date":"2018-07-11T14:34:20","date_gmt":"2018-07-11T12:34:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/07\/mostra-mediterraneo-di-mimmo-jodice\/"},"modified":"2018-07-11T14:34:20","modified_gmt":"2018-07-11T12:34:20","slug":"mostra-mediterraneo-di-mimmo-jodice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/07\/mostra-mediterraneo-di-mimmo-jodice\/","title":{"rendered":"Mostra Mediterraneo di Mimmo Jodice"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Istituto Italiano di Cultura, il Consolato Generale d\u2019Italia e i Musei Archeologici di Istanbul sono lieti di presentare la mostra Mediterraneo, di Mimmo Jodice, che s\u00b4inaugurera lunedi 16 luglio alle ore 19:00 presso la Sala Assos dei Musei Archeologici di Istanbul e che restera aperta s\u0131no al 31 agosto.<br \/>La mostra Mediterraneo presenta quaranta opere, realizzate in rigoroso bianco e nero negli anni Novanta attraverso le quali il grande artista, uno dei maggiori interpreti della fotografia contemporanea, ci conduce in un percorso fondato sul mito, sulla memoria, sulla cultura e sul paesaggio delle grandi civilt\u00e0 che hanno popolato il bacino del Mediterraneo.<br \/>Bianco e nero, Mediterraneo e nord Africa: gli scatti artistici di Mimmo Jodice dedicati al Mediterraneo interpretano al meglio lo spirito della diplomazia culturale italiana nello spazio geografico di cui il nostro Paese \u00e8 centro cruciale, crocevia di passato e presente, crogiolo di culture e tradizioni. L\u2019Italia e il Mediterraneo sono al centro di questa straordinaria indagine di Mimmo Jodice tra statue e volti umani, tra antiche rovine della storia e rigogliosi paesaggi. Una indagine condotta con l\u2019obiettivo puntato non alla realt\u00e0 scabra ed essenziale della quotidianit\u00e0 ma alla ricchezza del mito ed alla abbondanza di culture, lingue e tradizioni che fanno del Mediterraneo un luogo di incontri e di sovrapposizioni, di dialogo e di contaminazioni.<br \/>Immagini archeologiche, spazi aperti e paesaggi marini dai forti contrasti luminosi, frammenti di corpi, volti dagli occhi che mantengono intatto lo sguardo su ci\u00f2 che hanno visto, raccontano con concentrata intensit\u00e0 essenze dell\u2019antica cultura mediterranea in un\u2019atmosfera dove il Mito viene riproposto e attualizzato, dove le immagini del passato e della classicit\u00e0 sono interpretate con una prospettiva assolutamente contemporanea.<br \/>Il Mare Nostrum \u00e8 un mare di pacifica convivenza, di un colloquio che tanto deve essere franco e schietto quanto ricco di rispetto reciproco, perch\u00e9 \u00e8 dalla reciprocit\u00e0 e dalla convivenza delle nostre diverse presenze che \u00e8 nata la grande civilt\u00e0 del Mediterraneo. Oggi pi\u00f9 che mai, dunque, questo richiamo ad un patrimonio di culture comuni e condivise \u00e8 necessario a chi vuol costruire ponti contro i muri dell\u2019indifferenza e dell\u2019intolleranza.<br \/>Il progetto \u00e8 curato dal Comitato scientifico della collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e con la famiglia Cotroneo, proprietaria della collezione. La mostra \u00e8 parte di &#8220;Italia, Culture, Mediterraneo&#8221;, programma culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mimmo Jodice \u00e8 uno dei grandi fotografi della storia della fotografia italiana. Vive a Napoli dove \u00e8 nato nel 1934. Fotografo di avanguardia sin dagli anni Sessanta, attento alle sperimentazioni ed alle possibilit\u00e0 espressive del linguaggio fotografico, \u00e8 stato protagonista instancabile nel dibattito culturale che ha portato alla crescita e successivamente all\u2019affermazione della fotografia italiana anche in campo internazionale. Agli inizi degli anni Sessanta scopre la fotografia. Inizia allora a sperimentare i materiali fotografici e le possibilit\u00e0 della fotografia, non come mezzo meramente descrittivo, ma come strumento creativo. Durante questi anni Mimmo Jodice vive a stretto contatto con i pi\u00f9 importanti artisti delle neo avanguardie che frequentano Napoli in quegli anni: Wahrol, Beuys, De Dominicis, Paolini, Kosuth, Lewitt, Kounellis, Nitsch e molti altri.<br \/>A partire dal 1980, con \u201cVedute di Napoli\u201d, Jodice avvia una nuova indagine sulla realt\u00e0, lavorando alla definizione di un nuovo spazio urbano e del paesaggio, scegliendo una visione non documentaria ma sottilmente visionaria, di lontana ascendenza metafisica, alla quale rester\u00e0 sempre fedele; questa ricerca segna una definitiva svolta nel suo linguaggio.<br \/>Nel 1985 inizia una lunga ed approfondita ricerca sul mito del Mediterraneo. Il risultato \u00e8 un libro \u201cMediterranean\u201d, pubblicato da Aperture, New York, e una mostra al Philadelphia Museum of Art.<br \/>Nel 1988 \u00e8 presente alla Maison Europ\u00e9enne de la Photographie di Parigi con la mostra Paris, city of light e al Palazzo Ducale di Mantova, con Eden, un\u2019approfondita ricerca sul tema della natura morta. Nel 2002 presso il Massachusetts College of Art di Boston organizza la mostra Inlands, vision of Boston e nel 2004 il Museu de Arte de Sao Paulo gli dedica una importante personale Sao Paolo in occasione dei 450 anni di fondazione della citt\u00e0. Del 2008 \u00e8 il volume \u201cROMA\u201d, con scritti di Richard Burdett e Cornelia Lauff. Roma \u00e8 un immenso teatro nel quale, come gi\u00e0 aveva fatto a Parigi anni prima, Jodice mette a confronto la citt\u00e0 antica, quella rinascimentale, quella barocca, quella turistica e la citt\u00e0 contemporanea in trasformazione.<br \/>Nel 2010 due grandi mostre personali in contemporanea con un importante volume antologico, l\u2019una al Palazzo delle Esposizioni di Roma, l\u2019altra alla Maison Europ\u00e9enne de la Photographie di Parigi, rendono omaggio alla sua opera.<br \/>Nel 2011 Jodice viene invitato dal Museo del Louvre a realizzare un progetto legato al museo e al suo patrimonio artistico. Realizza \u201cLes yeux du Louvre\u201d una serie di ritratti ravvicinati delle persone che lavorano al Louvre, dal direttore al guardiano; parallelamente estrae da dipinti di noti artisti come Delacroix, David, Leonardo, Raffaello, Ingres, Bronzino, Delaroche, Parmigianino, Pontormo, una serie di volti, fortemente riquadrati; crea dunque una sequenza nella quale vivi e morti, volti contemporanei fotografati e volti del passato dipinti, si alternano regolarmente legati tra loro dagli occhi, in assoluta continuit\u00e0.<br \/>Nel 2014 una mostra dal titolo \u201cARCIPELAGO DEL MONDO ANTICO\u201d, a cura di Filippo Maggia e voluta dalla Fondazione Fotografia, viene presentata al Foro Boario di Modena, nell\u2019ambito del Festival della Filosofia 2014, a conferma della centralit\u00e0 del tema dell\u2019arte antica e delle civilt\u00e0 passate nell\u2019opera del grande fotografo napoletano.<br \/>Nel 2016 Napoli dedica a Mimmo Jodice la sua pi\u00f9 grande e approfondita retrospettiva \u201cATTESA 1965\/2016\u201d al Museo d\u2019Arte Contemporanea Donna Regina (MADRE) a cura di Andrea Viliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data: Da Mar 17 Lug 2018 a Ven 31 Ago 2018<\/p>\n<p>Orario: Dalle 09:30 alle 17:00<\/p>\n<p>Ingresso : A pagamento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Istituto Italiano di Cultura, il Consolato Generale d\u2019Italia e i Musei Archeologici di Istanbul sono lieti di presentare la mostra Mediterraneo, di Mimmo Jodice, che s\u00b4inaugurera lunedi 16 luglio alle ore 19:00 presso la Sala Assos dei Musei Archeologici di Istanbul e che restera aperta s\u0131no al 31 agosto.La mostra Mediterraneo presenta quaranta opere, realizzate [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1171","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1171\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}