{"id":1165,"date":"2018-09-11T13:56:43","date_gmt":"2018-09-11T11:56:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/09\/il-tempio-ellenistico-di-nigde\/"},"modified":"2018-09-11T13:56:43","modified_gmt":"2018-09-11T11:56:43","slug":"il-tempio-ellenistico-di-nigde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambankara.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/09\/il-tempio-ellenistico-di-nigde\/","title":{"rendered":"Il tempio ellenistico di Ni\u011fde K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck"},"content":{"rendered":"<p>Il tempio ellenistico di Ni\u011fde K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck (Turchia): un aggiornamento<\/p>\n<p>(Lorenzo d\u2019Alfonso, direttore degli scavi a Ni\u011fde-K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck TR)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ottava campagna di scavo del sito di Ni\u011fde-K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck si \u00e8 dimostrata particolarmente ricca di scoperte e rinvenimenti. Lo scavo del sito archeologico di K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck \u00e8 un progetto di ricerca congiunto delle Universit\u00e0 di Pavia (Dipartimento Studi Umanistici) e New York (Institute for the Study of the Ancient World), sotto la direzione del Dott. Prof. Lorenzo d\u2019Alfonso e con il patronato del Direttorato Generale per le Antichit\u00e0 e Musei del Ministero della Cultura e Turismo della Repubblica di Turchia. In aggiunta al sostegno economico garantito dalle due universit\u00e0 sopramenzionate, il progetto \u00e8 economicamente supportato dal Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, da un fondo per i progetti di scavo al Metropolitan Museum of Art (MET) di New York, ed una sponsorizzazione di T\u00fcrk Trakt\u00f6r.<br \/>Le campagne di scavo condotte negli anni 2014-2016 presso il settore A1, sul pendio nordoccidentale del monticolo, hanno permesso di mettere in luce quattro stanze di un santuario attivo a partire dal periodo Tardo Achemenide sino al periodo Tardo Ellenistico (circa 400 \u2013 50 a.C.). I livelli pi\u00f9 antichi del santuario si caratterizzano per la presenza di vasi zoomorfi in forma d\u2019uccello, spesso identificabili quali rapaci. Tra i materiali rinvenuti nei livelli del santuario in et\u00e0 Tardo Ellenistica si segnalano, a fianco di vari tesoretti di monete e altri oggetti preziosi in metallo, dei frammenti fittili riconducibili a tre figurine femminili: una Kybele, un Afrodite (prodotta a Tarso), ed una terza figura femminile troppo frammentata per poterne suggerire un\u2019identificazione. Quest\u2019anno i lavori sono proseguiti in quest\u2019area dello scavo, allo scopo di definire i limiti occidentali e meridionali del santuario. In aggiunta, l\u2019area del santuario \u00e8 stata dotata di copertura semi-permanente in vista della stabilizzazione e restauro dell\u2019intero edificio.<br \/>La novit\u00e0 principale di questa campagna di scavo \u00e8 la scoperta di reperti cultuali e architettura monumentale pubblica nell\u2019area ad est del santuario. Lo scavo di una nuova trincea ha, infatti,<br \/>messo in luce le mura urbiche d\u2019et\u00e0 Tardo Ellenistica ed Achemenide e, possibilmente, la porta urbica settentrionale dell\u2019acropoli della \u2018citt\u00e0 sacra\u2019. All\u2019interno delle mura urbiche \u00e8 stata esposta una piazza con pavimentazione in pietra lastricata datata al periodo Tardo Ellenistico, esposta su di una superfice di pi\u00f9 di 110 m2. Nella sua parte pi\u00f9 orientale la pavimentazione della piazza non si \u00e8 conservata, sostituita da un detrito composto da materiale da costruzione. Tra il detrito si rinvengono centinaia di frammenti fittili, in origine riconducibili ad almeno tredici statue di tori. Osservazioni preliminari basate sulla dimensione delle teste dei tori, permettono d\u2019ipotizzare la presenza di statue di due dimensioni principali: con una lunghezza di circa 50 cm (teste di circa 15 cm) e con una lunghezza di pi\u00f9 di 1 m (teste di circa 35 cm). Alcuni frammenti di queste statue sono caratterizzati da applique figurative, tra cui si identificano raffigurazioni delle divinit\u00e0 greche Atena e Dioniso e, su di un pannello prodotto a stampiglia, un sileno su dorso d\u2019asino in una cornice di tralci d\u2019uva. La lista dei rinvenimenti in quest\u2019area dello scavo include anche iscrizioni votive riportate sui tori ed elementi architettonici decorativi in marmo. Sulla base dei dati di scavo emersi, questi depositi si interpretano originati da un secondo santuario, ubicato ad est della piazza e possibilmente dedicato a Dioniso. L\u2019ipotesi della presenza di un\u2019area di culto dedicata a Dioniso appare particolarmente interessante, per via della possibilit\u00e0 che in questa regione il suo culto rappresenti una reinterpretazione greca del locale Dio della Tempesta d\u2019et\u00e0 Neo-Ittita: Tarhunzas delle vigne, una divinit\u00e0 conosciuta anche al pubblico di non-specialisti grazie alla sua rappresentazione sui famosi rilievi di Ivriz. Nel corso della prossima campagna di scavi (2019) l\u2019area di scavo verr\u00e0 allargata ad est della piazza, ai fini di verificare le ipotesi sopra delineate.<br \/>L\u2019ultima settimana di scavo ho offerto il rinvenimento pi\u00f9 eclatante dell\u2019intera stagione: una statua in marmo d\u2019aquila che afferra con l\u2019artiglio sinistro una testa di caprino. Questa statua, alta pi\u00f9 di 1,5 m, \u00e8 stata rinvenuta acefala all\u2019interno di una buca a ridosso delle mura urbiche ellenistiche. La testa dell\u2019aquila era stata precedentemente rinvenuta (campagna di scavo 2017) in questa stessa zona ad un\u2019elevazione maggiore. La simbologia dell\u2019aquila rappresenta un ben noto<br \/>simbolo di potere, comune in Anatolia durante il periodo Ellenistico ed Antico-Romano. La statua \u00e8 attualmente in corso di restauro presso il museo archeologico di Ni\u011fde, con la speranza che sia presto esposta al pubblico.<br \/>Dati significativi giungono anche dallo scavo di altri settori del sito. A tal riguardo si segnalano come particolarmente importanti i risultati di un sondaggio profondo condotto presso la citt\u00e0 bassa del sito, in cui sono stati raggiunti per la prima volta al di fuori dell\u2019acropoli livelli d\u2019et\u00e0 del Ferro Antico e Medio. Questi dati stratigrafici provano l\u2019esistenza di una citt\u00e0 basa durante i secoli iniziali del I millennio a.C., indicando quindi che il sito di K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck era gi\u00e0 al tempo un grande centro urbano. Al riguardo, si pensi che ad oggi non ci sono noti altri siti coevi (inizio I millennio a.C.) in Anatolia Centrale per cui la presenza di un\u2019acropoli e di una citta bassa sia chiaramente documentata. Ulteriori sorprese sono giunte dallo scavo dei livelli d\u2019occupazione precedenti l\u2019Et\u00e0 del Ferro. Nei depositi al di sotto dei livelli datati all\u2019inizio del I millennio a.C. \u00e8 stato rinvenuto un vaso completo (una brocchetta carenata con collo, prodotta al tornio e con slip rosso) inequivocabilmente databile alla Media Et\u00e0 del Bronzo, una fase nota in storiografia come Periodo delle Colonie Assire in Anatolia. Frammenti di brocche in metallic ware rinvenuti in deposizione secondaria indicano che la citt\u00e0 bassa di K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck era occupata anche durante il Bronzo Antico II-III (met\u00e0 III millennio a.C.). Data la strategica posizione del sito lungo le vie commerciali che connetto la Cilicia ed il Levante all\u2019Anatolia Centrale ed Occidentale, ed in prossimit\u00e0 del ricco distretto minerario del Bolkar Da\u011f (Taurus), la scoperta che K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck era un importante centro con una citta bassa gi\u00e0 durante il III ed inizio del II millennio a.C. porta una completa nuova dimensione all\u2019importanza del sito ed alle strategie per il suo scavo negli anni a venire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il tempio ellenistico di Ni\u011fde K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck (Turchia): un aggiornamento (Lorenzo d\u2019Alfonso, direttore degli scavi a Ni\u011fde-K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck TR) L\u2019ottava campagna di scavo del sito di Ni\u011fde-K\u0131n\u0131k H\u00f6y\u00fck si \u00e8 dimostrata particolarmente ricca di scoperte e rinvenimenti. 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